Disabili, integrazione con lo sport
Resto del Carlino mercoledì 21 Maggio 2003
Concordi le associazioni: “Bisogna rompere il silenzio sugli handicappati”.
Centro per l'educazione motoria-sportiva dei disabili
Resto del Carlino mercoledì 21 Maggio 2003
Concordi le associazioni: “Bisogna rompere il silenzio sugli handicappati”.
Il 2003 è l’Anno europeo del disabile e con questo incontro si è voluto dare “un segnale forte – ha sottolineato Pasini – verso il binomio sport ed handicap, con lo sport visto come mezzo di integrazione.
Dobbiamo abbattere le barriere mentali, favorire la conoscenza di queste associazioni che operano con il volontariato e sono circondate da troppo silenzio, dobbiamo far conoscere programmi, bisogni, necessità”.
E le associazioni i loro problemi li hanno messi sul tavolo; tutte sono intervenute. L’Ens (ente nazionale sordomuti) che svolge attività da 18 anni ed ha visto i contributi notevolmente ridotti negli ultimi anni; l’Aias Ruentes che ha sottolineato l’attività pallavolistica con ragazzi handicappati psichici; il Centro Sport Terapia Judo Ravenna che ha festeggiato i 20 anni di vita ha evidenziato i molti problemi, fra cui la necessità di una nuova sede (il Pala sport Costa chiude a gennaio per lavori); l’Associazione Non Vedenti che ha ricordato la necessità di fare qualcosa anche per le persone magari anziane che vogliono continuare a svolgere attività amatoriale; la Meta che opera con pazienti mentali che sta partendo con pallavolo e calcetto; l’Anmic che ha posto sul tappeto i problemi degli invalidi civili.
Il Consorzio Servizi Sociali “si occupa di oltre 700 persone – ha ricordato il direttore Savorelli – in condizioni di disagio; diamo sostegno alle associazioni, ma credo che ciò non sia ancora sufficiente.
Il Consorzio è disponibile a momenti di programmazione congiunta per accrescere la partecipazione dei disabili allo sport ed anche ad accrescere il contributo economico”.
E’ anche importante che “non ci si fermi al 2003 perché è l’anno del disabile – ha sottolineato il presidente del Coni, Suprani – ma si prosegua con impegno; deve però anche essere superata una certa mentalità, secondo cui uno crede che il proprio handicap sia più bisognoso di attenzione di quello di altri”.
L’attenzione al binomio sport-handicap è stato ribadito negli interventi dei diversi consiglieri comunali e dell’assessore ai servizi sociali Farabegoli.
Augusto Mari